Stacchiamo la spina quando le regole da seguire sono troppe.

Stacchiamo la spina quando l’orizzonte si è fastidiosamente allontanato.

Sento il bisogno di fermarmi su di me nelle giornate in cui la vista si annebbia.

Manca la spinta propulsiva quando finisce il carburante che dà vita al mio corpo spento.

Di questo strano mondo che mi ha accolto anni fa, dentro i quattro elementi che lo tengono vivo, io prediligo l’acqua.

Coltivo una fantasia che ogni giorno sembra sempre più reale.

Veniamo tutti dall’acqua e finiremo in acqua, quando si spegnerà tutta la luce del mondo.

Ci ha accolto l’acqua quando le nostre cellule hanno iniziato ad assemblarsi le une alle altre.

Finiremo tutti in acqua quando non avremo più terra da calpestare.

In questo lasso di tempo che separa l’inizio e la fine riappropriamoci della nostra essenza vitale.

Restiamo tutti assieme quando la vita si fa complicata nel suo svolgersi quotidiano.

Rivendico il mio diritto di avere il mio spazio ideale, assieme al mio gruppo di esploratori dell’anima.

Un passo dopo l’altro, in linea dritta e con la giusta dose di grazia, non garantisce mai il risultato sperato.

Troppe regole vivono dentro le orbite che voglio raggiungere, per poi scoprire che queste gabbie servono solo a rallentarmi.

Mi manca l’aria quando lo spazio si assottiglia e le mie enormi aspettative coprono tutta la mia luce.

Solo in quei momenti mi ricordo l’amorevole forza del mare che non chiede ma accoglie.

Nell’abbraccio liquido si dissolve l’imponderato e l’oscuro e la mente vaga libera e serena ritrovando gli orizzonti perduti.

Ritorniamo nel mare anche tutte le volte in cui scopriamo di amare ancora la vita.

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