Porto con me il cibo in ogni situazione che mi sfugge di mano.

Porto con me il cibo quando resto a casa da sola.

Il silenzio che viene da fuori, rimbomba dentro le mie vene e non si ferma mai.

Appena manca qualcosa il cibo sembra colmare ogni terribile baratro che riesco a sentire.

Tu mi guardi e sorridi senza capire e a me resta il tempo di ingoiare ancora un po’ di cibo e un po’ di altro dolore.

La complusione a riempire il vuoto è un gesto antico che nasce dall’ansia di voler sentire il veloce appagamento.

Tutto passa dentro questo grande tritacarne, mescolandosi alle emozioni, dentro una amalgama fredda e informe.

Cibo per la tristezza

Cibo per l’attesa

Cibo per la solitudine

Cibo per le aspettative

Non c’è mai il tempo per fermarsi a sentire il messaggio che si accompagna all’affezionato e doloroso vuoto.

Fermati e respira e se ti arriva il dolore, respira anche quello.

Arriva il tempo della consapevolezza e sarà un tempo gentile che busserà alla tua porta.

Per fortuna tutto si trasforma in questa vita fatta di continue cadute e di meravigliose risalite.

Il respiro lungo e profondo mostra verità che ti erano accanto da sempre.

Avrai il cibo che ti cura il corpo e la mente e sarà fatto di gesti leggeri e meditati.

Avrai una attenzione verso la tua persona che ti farà uscire di casa dentro una nuvole di benessere e di autostima.

I grandi cambiamenti iniziano con il primo passo…

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