Cercando il mio ritmo vitale inizio tutte le mie giornate e non so mai con quanta forza ne verrò fuori.

Cercando il mio ritmo vitale ho capito di essermi persa una buona parte di vita che forse andava persa.

Mi sono alleggerita dei carichi inutili che mi hanno tenuta ferma nel mio tempo  stanco.

Il mio tempo tragicamente scorre in tutte le direzioni e non mi lascia più tregua con l’incedere dei segni della vita che ho vissuto.

Non posso distrarmi ancora e non posso nemmeno continuare a correre senza ascoltare la mia voce interiore.

Fermati e respira: accogli l’aria e trasformala.

Il mio mantra si è ripetuto con una cadenza talvolta esasperante.

Poi un giorno accade che si diventa vento e volendo si può liberare nell’aria tutto il proprio microcosmo.

Bisogna soltanto avere fiducia nel proprio desiderio di vita e un briciolo di colorata pazienza: qualcosa di sicuro accade.

Con il vento tra le mani dirigi la tua energia: quella che entra giovane e leggera e quella che va via, grigia e pesante.

Nei momenti di infelicità che segnano il ritorno della tua energia bassa ricordati sempre di puntare verso il cielo.

Puoi essere il tramite tra il cielo e la terra anche per chi cammina accanto a te e sorridendo ti mostra i suoi dubbi.

Camminiamo assieme, spostando l’asse della nostra vita alla ricerca di un punto nuovo dal quale ricominciare a guardare.

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