In una terra sconosciuta sono arrivata il giorno in cui ho smesso di cercare e ho deciso di guardare.

In una terra sconosciuta mi sono fermata per unire la mia vita a quella degli altri.

Si fa presto a consigliarmi di non restare isolata: io non sapevo proprio da dove iniziare.

Mi sento di passaggio: io senza l’abbraccio caldo del mio mare non posso vivere.

Continuo la strenua difesa della mia diversità: non mi riconosco nei confini di vita diversi dai miei.

Faccio ripartire il tempo dal momento in cui ho deciso di abbracciare con il mio sguardo tutto il visibile accanto a me.

Sono una parte di un tutto che non conosco e che non mi conosce ancora.

Riusciremo a intenderci partendo da linguaggi tanto distanti?

Luci soffuse e silenzio su questo palcoscenico: siamo gli attori principali di una nuova commedia.

Nessuno spiega come si fa e nemmeno racconta del tempo che occorre per stabilire un contatto: si fa presto a sentirsi persi.

Inizio con quello che so fare: io so guardare con molta attenzione e raccontare storie fantastiche.

Lentamente ho visto gli altri avvicinarsi a me e qualcuno ha deciso di raccontare la sua storia.

Ci stiamo continuando a cercare tutti noi che calpestiamo queste assi di legno.

Certe volte ci sfioriamo soltanto e spesso ci perdiamo in questo senso di infinito che non ci lascia scampo: andiamo avanti.

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