Sono luce in movimento: me ne accorgo quando provo a darmi troppe spiegazioni.

Sono luce in movimento: nulla è come appare, per fortuna.

Mi tormento, nella notte più scura e profonda, fingendo di non sentire il vuoto del cuore.

Abbraccio l’indifferenza che si posa su di me, immaginando che sia solo un incidente del momento.

Non incontro ostacoli, anzi non incontro anima viva in questo viaggio che ogni notte si ripete identico a se stesso.

Mi sto anestetizzando: non provo nemmeno più emozioni e non distinguo gli opposti.

Sto procedendo verso una meta che oggi mi appare molto vicina, ma sento di aver dimentcato molto altro in questo viaggio.

Non ritorno sui miei passi e non cambio direzioni: posso solo aggiungere la fantasia delle fiabe dentro il resto del cammino.

Sono immersa nella luce e nei colori: il mondo esterno lentamente scivolerà dentro di me.

Non c’è alcun nero che non possa essere attraversato e io non ho intenzione di restare ancora a guardare.

Infilo un passo dietro l’altro, lasciando scie di colore ad ogni mio movimento.

Spero che il mondo accolga le mie impronte dentro un abbraccio pieno di speranze.

Posso immaginarmi dentro un fascio di luce e togliendo ogni inutile anelito di razionalità, decido di imprimere il mio segno.

Non sarà sempre così maledettamente solitario questo viaggio.

Il rosso incontrerà il giallo, la luce andrà verso il buio e alcune anime si riconosceranno dagli sguardi pieni di amore.

One Response to Sono luce in movimento con Ekkachai Khemkum

  1. Matteo ha detto:

    Bello, è un genere (…o stile?) di fotografia che mi affascina molto. Mi piacerebbe trovare un libro dedicato a questo genere così… onirico, sfuggente… Consigli?

    Bel blog, seguo 😉

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