Nel mezzo del nulla ti aspetti la pace: è così che deve andare.

Nel mezzo del nulla, invece, dentro questa aria ferma, certe volte si palesa la difficoltà.

Il movimento si fa pesante e ingestibile e non trovo una via di uscita.

Si è ritretto il mondo o le mie difficoltà hanno preso il sopravvento su di me?

Respiro e poi respiro ancora, nell’attesa che le mie emozioni mi dicano qualcosa.

Cammino lentamente in questa intricatissima selva che mi sembra di vedere per la prima volta.

Tu mi guardi e mi sorridi mentre mi immagini allegra.

Io ti guardo e non vado oltre: vorrei chiederti aiuto, ma non riesco a proferire alcuna parola.

L’agognata armonia cede il posto alla molle apatia.

Non mi muovo.

Un pensiero diabolico si fa strada: se divento parte di questo mio nulla, forse qualcosa cambierà.

Il corpo resta fermo mentre il cuore rapidamente si riempie di polvere.

Magari se un giorno mi decidessi a dare un nome a quasta pressante difficoltà potrei iniziare ad alleggerirmi.

La potrei chiamare paura e metterci dentro tutti i colori che la descrivono meglio.

Potrei decidere di chiamarla tristezza e cercare tutte le immagini che la rendano palese.

La strada per la mia felicità può iniziare anche con un piccolo movimento che dovrà portare inciso il mio nome.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *