Oggi non gira bene: ho una tristezza addosso che mi immobilizza.

Oggi non gira bene: sento di aver attirato su di me tutto il malessere del mondo.

Niente va come potrebbe andare e tutto si muove furiosamente nella mia direzione.

Sono nel pieno di uno tzunami e sono da sola: posso aspettare che finisca o cercare una via di uscita.

Scavo nella terra alla ricerca di un briciolo di autostima che mi dia la forza necessaria per muovermi: trovo solo fango.

Resto ferma un giro: ascolto i miei antichi dolori, facendomi cullare dall’acqua che scorre.

Tutto ha un ritmo e forse occorre che io segua il mio, senza cercare il senso in ogni attimo che vivo.

Sono ossessionata dalla ricerca di spiegazioni di questo vivere furente che consuma energia e non produce movimento.

Provo a distrarmi, incontro affetti e divido con loro parte del mio tempo.

Quando rientro in me spero di scorgere una novità nelle pieghe del mio viso e del mio cuore: tutto, ahimè, riprende tra stasi e forza.

Vorrei anche solo un piccolo rossore sulle mie guance al quale aggrapparmi come alito di vita.

Detesto osservare il declino delle mie emozioni in questi giorni che non mi portano via.

All’improvviso arriva un pensiero nuovo e si fa strada tra la mia rassegnazione e la mia triste pigrizia: voglio sorridere.

Questo è l’unico movimento al quale non riesco a rinunciare mai: sorrido e una dolce calma abbraccia le mie paure.

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