Ho una maschera pesante: non posso camminare in mezzo agli altri.

Ho una maschera pesante: devo fermarmi spesso e fare il punto della situazione.

Cammino con il passo lento, mostrando sempre questa consunta immagine del mio ottimismo che oramai non regge più.

Ne ho tante di maschere ma questa è la più pesante di tutte e oggi è arrivata al suo capolinea.

Mi siedo, respiro tutta la mia stanchezza e sento che è adesso il momento del distacco.

Ho bisogno di compiere un rito sacro che segni la mia separazione dai miei antichi fardelli.

L’eccesso di allegria e l’eccesso di accudimento oggi andranno via per cedere il posto alla calma e al sorriso interiore.

Chi resterà accanto a me con questo cambio di scena?

Chi si avvicinerà a me quando non mostrerò più la maschera accomodante?

Silenzio in scena, cancello tutto il superfluo, l’aria si fa frizzante, scompaiono anche le ombre.

Non sarà semplice ma so bene che sarà vitale.

Io sono io, anche nei miei lati oscuri che non porto mai fuori dal mio spazio casalingo.

Io sono io, anche nei miei pensieri tristi che mal si coniugano con la folla vociante che mi passa accanto.

C’è aria di un bianco rinnovamento in questa mia vita nuova che mi sta guardando con aria sorniona.

Buio in sala: un rumore pesante rompe tutte le armonie.

Tutto inizia da quì.

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