Nel bianco mantello siamo tutti uguali: disorientati dalla nascita.

Nel bianco mantello siamo tutti figli della stessa madre che non ci ha allattato, per non perdere tempo.

Vaghiamo su questa terra fredda senza lasciare alcuna traccia.

Non ci troverete più: ci siamo persi, senza nemmeno accorgercene.

Presi dal flusso energetico che avvolge tutto e toglie i respiri profondi, non c’è tempo per guardarsi attorno.

Apri gli occhi e non trovi più il segno tangibile dei tuoi desideri: l’antica ansia, ineluttabilmente, prende il sopravvento.

Forse siamo soltanto dei puntini colorati che si muovono disordinatamente per raggiungere una meta che cambia di continuo.

Teniamoci compagnia in questo nostro continuo ondeggiare nel freddo dipanarsi della vita: da soli non ce la possiamo fare.

E’ terribilmente ambigua la sensazione di piacere che provi affondando dentro il mantello bianco.

Sei in bilico tra il troppo e il troppo poco, tra il perdersi e il camminare senza essere visto.

Restiamo in ascolto del nostro intimo sentire e apriamoci al bisogno di vita di chi cammina accanto a noi.

Io non so chiedere aiuto quando mi occorre, però so guardare dritto negli occhi senza mai abbassare lo sguardo.

Dentro questi occhi si fa strada la luce che ci allontana o ci avvicina, che ci riscalda o ci raffredda.

Compagni di avventura, restiamo uniti.

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