Eccomi, mi presento al mondo con tutta l’autenticità che sono riuscita a tirare fuori: che fatica

Eccomi, mi mostro ai tuoi occhi che non hanno ancora incrociato i miei: che tristezza.

Ce ne ho messo di tempo per arrivare dentro questa fotografia: il cammino è stato lungo e tortuoso.

Ho affrontato la furia degli elementi senza essere realmente preparata.

Ho attraversato tutta la luce che ho avuto dvanti a me senza proferire alcuna parola.

Questo percorso è iniziato con persone che adesso non trovo più: qualcuno s’è perso e qualcuno s’è fermato.

Io, in qualche modo, sapevo dove sarei voluta arrivare, non immaginavo, però, la presenza degli ultimi ostacoli.

Ho messo il mio “ok” a tutto il lavoro svolto fin qui.

Che si vada in stampa, ho detto a tutti e ho smesso, per un attimo, di prestare attenzione.

Hai presente quando stacchi la spina e resti ad ascoltare solo il rumore del tuo respiro e della tua vita nuova?

Questo è il momento in cui io, pur restando nuovamente da sola, penso che, dopo tutto, ne è valsa la pena.

Dall’alto, dai luoghi dell’insondato e dell’imponderabile all’improvviso, però, cade una pennellata di tempo sospeso e grigio.

Fino a quando, mi domando, devo continuare questa lotta impari contro l’ultimo dettaglio che prende il sopravvento su tutto?

Mi ascolto senza giudizio e penso all’unicità della mia persona: ho deciso di smettere di controllare.

Io sono così, un incrocio di tutta la mia fatica e il mio entusiasmo unita all’errore lirico che mi passa addosso senza alcun preavviso.

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