Oltre il velo non vi hanno mai fatto stare: troppa ipocrisia ha soffocato la vostra fragile vita

Oltre il velo non vi hanno nemmeno lasciato immaginare: quanta paura può fare la vostra libertà?

La forza è nel gruppo che si guarda negli occhi e manifesta la sua precisa volontà di esistenza.

Respiro, muovo i passi, esisto a prescindere dalle regole folle che mi relegano in un altrove senza storia.

Non andrà così per sempre.

La libertà germoglia sempre fiori nuovi con tutte le forme e i colori che riesci a immaginare.

All’improvviso, mi torna in mente una poesia della Szymborska che, parlando del non – amore, parla di una forma di amore purissimo che dobbiamo imparare a fare nostro, ovvero l’amore per noi stesse.

Sorelle, madri, amiche e colleghe questa poesia è per tutti noi e illuminerà il difficile tragitto di questi nostri giorni un po’ troppo bui.

Devo molto a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro e in libertà con loro, e questo l’amore non può darlo, né riesce a toglierlo.
Non li aspetto dalla porta alla finestra.
Paziente quasi come una meridiana,
capisco ciò che l’amore non capisce,
perdono ciò che l’amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità, ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate, i paesaggi nitidi.
E quando ci separano sette monti e fiumi, sono monti e fiumi che trovi su ogni atlante.
È merito loro se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno quanto portano nelle mani vuote.
«Non devo loro nulla» – direbbe l’amore su questa questione aperta.

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