Non è mica semplice scegliere il punto del tragitto in cui fermarsi a seminare.

Non è mica semplice capire quando restare e quando, invece, andare via.

Non ci sono regole scritte e forse è anche meglio così.

Devi lavorare sulle tue intuizioni e con la tua passione, ma nessuno ti viene a spiegare come si fa.

Io un giorno ho scoperto dov’era la falla che ha disperso le mie energie e mi ha tolto la vita che sognavo.

Una mattina ho notato, con stupore, che tutti i rumori del mondo, per pura casualità, si erano silenziati.

L’unico suono meraviglioso che mi arrivava era quello del mio respiro che lentamente si faceva strada.

In quel momento ho capito dov’è che tutto nasce e muore.

Ho imparato ad ascoltarmi, stando dentro il mio respiro.

Ho imparato a respirare la mia vita, in tutte le sue curve e i suoi spigoli.

E’ così semplice e così difficile, al tempo stesso, che non si puoi più continuare a lasciare scorrere tutto.

Quello è stato il punto di svolta, il momento in cui ho trovato il mio nord e ho disegnato per terra la mia nuova strada.

Mi sono voltata indietro e non ho più rivisto i miei antichi e pesanti compagni di avventura.

Ho guardato avanti e finalmente ho visto il mio tempo liquido e frizzante, pieno di soglie da varcare.

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