In bilico, questa è l’attuale percezione della mia vita.

In bilico tra la precarietà e il vuoto: non ho garanzie di stabilità.

Dove andrò a posare i miei passi quando deciderò di riprendermi la vita?

Chiudo gli occhi e penso che dovrei partire da questo punto: dove sono stata fino ad oggi?

Su quale fragile lembo di terra mi sono rintanata per la paura di andare verso la luce?

Dentro quale respiro affannoso ho scelto di perdere il mio ritmo vitale?

Sento la voce del mercante che mi invita al suo banchetto.

“Vuoi una molle certezza o un dubbio creativo? Compra qualcosa.

Vuoi il grigio spento dell’equilibrio solido o il furore della vibrante fantasia?”

Non voglio dover scegliere è questa la verità.

Voglio osare, spingendomi oltre i confini del mio visibile per toccare l’insondato.

Voglio sentire l’odore di questa incertezza gravida di prospettive.

So che mi fermerò un attimo prima di cadere oppure cadrò e in volo, con leggerezza, scoprirò come potrò rialzarmi..

Posso correre il rischio di essere felice, in bilico tra quello che ho e quello che avrò.

E’ la tensione verso la felicità che mi farà da bussola in questo opprimente vuoto d’aria che da stamane mi perseguita.

Come la freccia di un solido arco, come la corda di un antico violino: mi fermerò un attimo prima di generare bellezza.

Questa non sarà una attesa ma una scelta d’amore verso me stessa.

Mi godrò l’attimo prima in cui l’equilibrio cambierà, spostando l’ago della bilancia verso l’infinito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *