Sono entrata: questa lunga attesa ha stancato sia voi che me.

Sono entrata: non so nemmeno come ho fatto a muovermi.

Aspettavo qualcuno pronto a darmi le istruzioni e dirmi cosa avrei potuto fare e cosa avrei dovuto evitare.

Non arriva nessuno e non c’è nemmeno un breviario che può essere d’aiuto a chi non sa orientarsi nel buio.

Come si attraversa questa oscurità che ti bussa alla porta quando non sei pronto ad aprire?

Come si va avanti quando perdi il senso dell’orientamento dentro la tua babele?

Vivo questa vita come una giostra sulla quale salire per fare esperienza di quello che vedo e che sento.

Ho girato su me stessa per un tempo infinito per poi capire che non ero nel “mio” punto di osservazione.

Io nasco nell’acqua e lì ho bisogno di tornare quando tutto attorno a me reclama la mia autenticità.

Faccio mie le parole di Lao Tzu: “Un viaggio di mille miglia deve iniziare con un singolo passo”.

Il mio primo movimento l’ho mosso nell’acqua: dentro la mia piccola e coraggiosa nave, un giorno ho spezzato il buio.

Ho iniziato a remare con forza quando ho dato ascolto alle mie emozioni trasformandole in salvifiche bussole.

Io sono la freccia che indica la meta e sono anche la meta.

Io sono carne vibrante e non posso più fermarmi.

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