Non ti puoi fermare: gli altri non si fermano.

Non ti puoi fermare: il tempo scorre inesorabile.

Come pensi di fare per raggiungere il gruppo se rallenti il tuo movimento?

Adesso devi restare con noi e procedere con la nostra stessa velocità.

Avrai mica intenzione di cambiare ritmo?

Avrai mica intenzione di cambiare spazio?

Mi siedo sul ciglio della strada, prendo fiato e le parole vengono fuori, come la lava del vulcano.

Mi viene il mal di mare a seguire voi e non me stessa.

Non siamo figli della stessa carne: io ho respirato aria diversa e visto lune e stelle che voi non nemmeno immaginate.

Sento troppe volte il desiderio di ritagliarmi il mio microcosmo nel quale potermi muovere seguendo il mio ritmo.

Chi l’ha stabilita questa regola della coabitazione forzata?

Abitiamo una terra grandissima e per una strana pigrizia mentale ci rinchiudiamo, invece, in lembi claustrofobici.

Il buio della notte mi tormenta di dubbi sulle mie scelte umane: sogno continuamente strade sovrapposte da dover attraversare ad occhi chiusi.

Questa idea di non poter scegliere, negli anni mi ha tolto il respiro: possiamo separarci con lo stesso amore che ci ha visto vicini.

Io ritorno nelle mie acque che mi hanno visto viva nelle mie mille vite passate.

Voglio poter toccare la mia felicità.

A ognuno di noi va il mio pensiero di libertà: riprendiamoci quello che il tempo ci ha tolto.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *