Quando la giornata non gira per il verso giusto, non mi arrendo subito, chiudo gli occhi e mi fermo.

Quando la giornata non gira dalla mia parte, respiro profondamente e provo a rilassare tutto il mio corpo.

La mia tensione contrasta il mio movimento vitale.

Chiudo gli occhi e provo riconoscenza verso questa natura meravigliosa che silenziosamente mi ha accolto.

Una piccola scossa di felicità mi attraversa, nonostante tutto.

Siamo dentro questa grande barca che non sempre ha il timoniere.

Siamo dentro questa selvaggia linfa naturale che scorre senza sosta nelle vene.

Devo fermarmi a disconnetermi dai mie pensieri bui per far venire a galla tutto il bello che c’è in questa vita.

Inspiro, entro in contatto con me, sento la mia vita antica e poi espiro verso la magnificenza che è attorno a me.

Non sempre condivido questi lampi di felicità con chi cammina accanto a me.

Ho idea che le parole fungano da mulinello per la mia mente, riportandomi verso quel senso di realtà che all’improvviso può anche cancellare la poesia.

E’ vita anche la giornata che mi fa lo sgambetto: mi arrendo a questa limpida e vana considerazione.

Corro a toccare tutta la parte di mondo che non dipende da me e mi ci immergo.

Scivolo nelle acque del mio mare e sorrido.

Infilo la testa in un cespuglio colorato e sento gli odori.

Entro a piedi nudi su di un terreno bagnato e mi lascio andare al solletico del contatto.

Quando i colori iniziano a perdere di intensità entra in scena la mia vita vera che mi viene salvare.

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