Tra il cielo e il mare ci siamo noi che ogni tanto perdiamo l’orizzonte.

Tra il cielo e il mare, allora, ci capita di vagare come anime in pena alla ricerca di un punto fermo.

C’è solo il cuore che guida ancora i nostri passi, sostenendoci dentro il nostro dolore sordo e senza fondo.

Il passo si fa lento e la mente annaspa: è il momento giusto per ascoltare solo il respiro e continuare a camminare.

Passiamo da un lembo di terra all’altro, senza coglierne più i segni distintivi: restiamo vigili.

E’ dentro questo paesaggio la soluzione alle nostre angustie, profonde come la notte che verrà.

Proviamo a togliere tutto quello che non serve, cullandoci dentro questo meraviglioso “vuoto fertile” nel quale tutto potrà accadere.

Sgombriamo il campo anche dalle aspettative che appesantiscono il cuore e intralciano i nostri pensieri liberi.

C’è tanto ancora da scoprire e tanto ancora da fare: facciamoci compagnia in questa terra brulla che ci ha accolti.

Chiudo gli occhi e ridisegno il mio paesaggio, sentendo forte una gran voglia di mare e cielo.

Ho bisogno dei loro colori e dei loro profumi, perchè parlano della mia storia e di chi mi è stato vicino.

L’altro giorno mi si è aperto il cuore davanti ad un pensiero che diceva:

“E’ solo quando sai quello che vuoi che non prendi tutto quello che passa”.

Oggi so bene quello che voglio, anche se non so ancora dove trovarlo.

Adesso resto dentro questo frammento azzurro di vita che mi terrà compagnia riscaldandomi il cuore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *