Io sono Brontolo.

Ho sempre da ridire sul senso della mia vita che non va affatto come dovrebbe.

Io sono Brontolo.

Tu mi guardi mentre dormo o anche mentre sorrido e non immagini il mio borbottio interiore.

E’ tutto fuori posto.

Io metto ordine e poi arriva sempre la tempesta, pronta a cancellare tutti i segni del mio lavoro.

Aspetto che qualcuno mi parli, usando le parole adatte a me e, tristemente, invece, si palesa il silenzio.

Non c’è nulla su cui potersi adagiare e rilassarsi, non c’è nulla che mi spinga a lasciare andare la barca verso il vento.

Chissà cosa si vede di me dall’esterno.

Spendo gran parte delle mie energie a mascherare i segni di questa mia immane fatica esistenziale.

Viaggio con voi, ma sono arrabbiata o forse soltanto delusa: voi siete sempre troppo distanti da me.

Sognavo altro e lo sognavo altrove.

Oggi, ahimè, sono qui che batto i piedi per terra, quando nessuno mi vede e poi ostento serenità all’aria aperta.

Devo dormire, la mia anima iraconda ha bisogno di riposo.

Solo il sonno fermerà la mia mente, troppo attaccata al passato, per proiettarmi con dolcezza nel presente.

Ho voglia di stare con il cuore aperto, senza temere gli strali della sorte avversa.

Ho voglia di stare in ascolto del suono della vita, senza cercare chi ascolterà me.

Resto concentrata su di me, provando a tenere in asse: i miei occhi, il mio cuore e il mio corpo.

Parto da questo punto, prendendo dentro di me tutta la bellezza che mi passa accanto.

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