Sull’altra sponda del fiume, un giorno ci andremo tutti e ci ritroveremo.

Sull’altra sponda del fiume l’altro giorno tu ci sei andato all’improvviso.

Non hai avuto modo di organizzare alcun congedo per chiudere la scena

Silenzio e pace e di colpo è calato il sipario senza alcuna logica terrena.

Semplicemente accade di entrare nel fiume e, senza nemmeno l’ausilio di Caronte, ci si accorge che è iniziato l’altro viaggio.

Non siamo pronti al distacco e non lo saremo mai, sia quando, crudelmente, si presenta troppo presto, che quando arriva alla tua porta alla fine degli anni.

Il corpo scompare e restano i ricordi di quel che è stato, ma anche di quel che avrebbe potuto essere ancora.

Chi è entrato nel fiume forse non sente più cosa lascia alle sue spalle perché ha lo sguardo fortemente proteso in avanti.

Si narra di una luce incredibile, durante questo nuovo viaggio, che abbaglia tutto e rende i confini molto labili ed evanescenti.

Vedo chi se ne è andato troppo presto, mentre cammina, volgendoci le spalle.

Noi restiamo immobili, sulla riva, pietrificati dal dolore.

Loro sono sereni, immersi nel grande fiume dalle acque calde e non sentono altro che gioia nel profondo dell’anima.

Scompaiono i tormenti terreni: un vento forte spazzerà via tutto nel bene e nel male.

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