C’è ancora un’altra scala da affrontare: questa constatazione mi coglie di sorpresa

C’è ancora un’altra scala da percorrere: non ho la forza per entrare in questo nuovo ostacolo pieno di incognite.

Scelgo un punto di osservazione e provo a registrare, mentalmente, tutto quello che ho davanti a me.

L’ansia sta prendendo il sopravvento: provo a combatterla costruendo strategie diversificate.

Sono fermo sul primo scalino e penso soltanto che non ho voglia di rimettermi in moto.

L’atmosfera è anche molto suggestiva e armonica, ma non ho proprio intenzione di muovermi.

Non vi è mai capitato di pensare di aver accumulato dei bonus con i quali aver diritto ad un periodo illimitato di pace e serenità?

Io ero proprio in questo stato d’animo.

Ero convinto che avrei potuto camminare in piano o in discesa per chissà quanto altro tempo.

Avete visto, del resto, quanta fatica ho dovuto compiere per non farmi travolgere da tutti gli tzunami affettivi che mi sono capitati e dai terremoti esistenziali che hanno provato a spazzarmi via.

Quando finiranno queste scale, belle come una notte d’estate e inquietanti come il mare di notte?

Sono un uomo buono e paziente.

Sono un uomo pieno di voglia di vivere.

Cosa devo comprendere ancora, attraverso questa nuova fatica che non posso evitare?

Chiudo gli occhi e affido la mia sorte ai miei sensi: dall’altra parte c’è la luce.

Procedo con fermezza senza ascoltare più i rumori dei miei pensieri: sono un uomo libero e forte.

Andrà tutto bene.

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