Ti plasmo, secondo il disegno che si affaccia tutte le mattine nelle mie fantasie.

Ti farò dire e fare quello che io sogno e poi taccio, nascondendo tutto dentro di me.

Ti plasmo, mio amatissimo alter ego, seguendo le linee della tua vitalità e del mio carisma inespresso.

Non so agire in altro modo.

Il mondo vuole te: le tue sembianze sono molto più aggraziate delle mie e incarnano un desiderio caldo.

Io, malandato orso antico, mi trincero dietro la mia penna arguta e pungente.

Resto, mollemente adagiato, nella mia zona di conforto: in questo punto nulla potrà mai ferirmi.

Tu scendi in strada e combatti anche per me: io ti osservo e ti guido.

Quanto sei bello, mio leggero e ironico guerriero: tu sei tutto quello che io non sono mai stato.

Il tuo sorriso istrionico e le tue linee armoniche ti fanno volare dentro le nuvole di certi miei pensieri forti che non hanno mai avuto il diritto di cittadinanza.

Amabile mio alter ego, vorrei poter entrare nei tuoi movimenti e farli miei.

Il corpo segue solo la testa, ahimè, e la mia testa segue soltanto il suo ammuffito copione.

Io sono nato per essere l’uomo pesante che vorrebbe andare ovunque ma rimane stanziale e se ne duole in silenzio.

Sogna tu al mio posto.

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