Dentro le nostri luci calde ci sta la vita che avanza senza sosta.

Dentro le nostre luci accese c’è tutto quello che normalmente non emerge dal nostro vissuto.

Che cos’è questo continuo desiderio di nasconderci al quale ci aggrappiamo con le unghie tutti i giorni?

Guardo i frammenti di vita degli altri, guardo quel tanto che mi è consentito vedere e penso a tutti questi muri che ergiamo con la tenacia che useremmo se fossimo in guerra.

Da cosa e da chi ci stiamo difendendo con questo ossessivo desiderio di isolamento che mettiamo in atto?

Guardo quello che la luce mi vuole mostrare e penso a tutto quello che non potrò mai conoscere delle vite degli altri.

Guardo dentro la mia luce e penso a tutto quello che non mostro della mia vita agli altri e che nessuno potrà mai accogliere.

Chi ha iniziato questo gioco insensato che aggiunge strati ad altri strati e crea confini invalicabili?

Se fosse solo il troppo freddo o il troppo caldo a generare questo meccanismo io lo potrei accettare.

La paura di stare nudi gli uni di fronte agli altri io non la voglio nemmeno guardare.

Solo l’amore ci rende liberi, come nei versi di una poesia della Szymborska:

Si corrono incontro a braccia spalancate,
esclamano ridendo: Finalmente! Finalmente!
Entrambi indossano abiti invernali,
cappelli caldi,
sciarpe,
guanti,
scarpe pesanti,
ma solo ai nostri occhi.
Ai loro – sono nudi.

Gail Albert Halaban

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