Io ci sono sempre stato dentro questa tua vita complicata.

Ti guardavo da lontano sperando che ti accorgessi di me.

Tu eri distratta e non ci siamo mai incontrati.

Io ci sono sempre stato, ma non ce la facevo ad uscire fuori da questa gabbia che mi sono creato da solo.

Ti rendi conto, amore mio: abbiamo vissuto in due microcosmi attigui, senza mai poter comunicare tra di noi.

Recuperiamo il tempo perduto.

Io e te siamo fatti della stessa materia dei nostri sogni, io ne sono certo.

Guardiamoci negli occhi e abbandoniamoci ai sensi.

Volendo oggi possiamo nascere in una nuova vita, la nostra.

Fremo dal desiderio di averti accanto a me e dedicarti i versi di una famosa poesia di Montale, come se ti stessi raccontando il tempo che non abbiamo ancora vissuto:

Ho sceso, dandoti il braccio,
almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto
ad ogni gradino.
Anche così è stato breve
il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora,
né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale
dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi
forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo
che di noi due
Le sole vere pupille,
sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

rodney-smith

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