Prova a prendere i sogni, mi ha detto un giorno mio padre, vedendomi sull’uscio di casa con una espressione che andava dalla paura alla tristezza.

Prova  a prendere i sogni, mi sono detta un giorno, da sola, mentre guardavo le nuvole: i sogni sono fatti della stessa materia di queste belle forme bianche che fluttuano ininterrottamente sulla mia testa.

Ogni giorno, nel cielo, se presti attenzione, c’è uno spettacolo diverso che danza solo per te: sei disposto a concederti il tempo della contemplazione?

Tu mi ascolti e sorridi pensando che io, come al solito, amo perdermi in fantasiose farneticazioni lontane da quel sapore di concretezza che è necessario.

Io vengo da una famiglia di fantasiosi fluttuanti: nessuno di noi ha mai avuto un cammino rettilineo e nessuno di noi credo lo abbia mai desiderato veramente.

Abbiamo nel sangue la stessa linfa vitale che scorre nelle piante: davanti ad una giornata piena di luce diamo il meglio di noi.

Un giorno ho seguito la scia fantasiosa di mio padre e delle sue offerte di libertà e aprendo la porta mi sono lanciata verso tutti i miei sogni senza più fare ritorno a casa: da allora vivo nella mia perpetua voglia di entrare nelle mie idee colorate e poi affrontarne ancora altre, sempre nuove.

I miei sogni sono diventati il prolungamento del mio desiderio di vita: prova a raggiungermi.

chema-madoz

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