Te ne sei andato e poi riandato tante volte dentro questo tempo ciclico che mi tormenta ancora.

Ti guardo, mentre ti allontani, e provo a darmi pace per questa storia impossibile che non potrà mai vedere, del tutto, la luce che meriterebbe.

Resto a guardarti, mentre i tuoi passi ti portano oltre la mia vita e, quando giri l’angolo, io già sono dentro la mia affannosa ricerca di una nuova strada da poter percorrere.

Il mio cuore ha bisogno di immaginare che esista una altra terra sulla quale poter andare a stare senza di te.

Te ne se andato, mio vagabondo pezzo di cuore, e nella mia vita non è cambiato nulla: io sono rimasta in attesa, seduta in questo anonimo e soffocante limbo e i miei pensieri non si sono spostati oltre l’ultima immagine che conservo di te.

Tutte le volte in cui mettiamo in scena il nostro saluto, cambiamo le parole del copione, sperando di poter cambiare il finale e ogni volta, invece, ci ritroviamo a dire quasi sempre le stesse parole, soffrendo sempre un po’ di più.

Non ha senso questa scena, oramai ripetuta tante volte, lo sappiamo bene ma ci entriamo denro lo stesso.

Viviamo il nostro ineluttabile dolore perchè non abbiamo più le energie per regalarci la felicità.

olga-astratova

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