La Galleria del Cembalo di Roma fino al 13 Febbraio 2016 ospiterà STORIE SOVIETICHE.

Tre mostre in una sulla storia sovietica dove è possibile osservare il lavoro di tre diversi artisti che, in periodi storici diversi, hanno narrato frammenti e momenti di un paese attraverso l’arte.

STORIE SOVIETICHE 1/3

Stella Rossa. Rozalija Rabinovič e l’arte della propaganda
a cura di Michele Bonuomo e Laura Leonelli

Rozalija Rabinovic La pioniera è sempre pronta tecnica mista, 28x31 cm 1931

Rozalija Rabinovic La pioniera è sempre pronta tecnica mista, 28×31 cm 1931

 

Rozalija Rabinovič (Kiev, 1895 – Mosca, 1988) è una delle più originali e meno conosciute interpreti della propaganda sovietica. Una selezione di una quarantina di disegni, realizzati dal 1930 al 1938, giunge a Roma e racconta, sotto la luce fiammeggiante della stella rossa, miti, simboli e protagonisti dell’era staliniana, nel passaggio dall’epoca più rivoluzionaria delle avanguardie al pieno sviluppo del realismo sovietico (…). A cantare quest’epopea di muscoli e ingranaggi è una donna minuta, timida, sorella di Isaac Rabinovič, uno dei più importanti scenografi del Bolshoi. Insieme studiano a Kiev negli atelier di Alexander Murashko e di Alexandra Exter. Insieme arrivano a Mosca sull’onda della Rivoluzione. E a Mosca Rosalia si iscrive alla classe di pittura di Robert Falk nella prestigiosa scuola delVChUTEMAS.

 

STORIE SOVIETICHE 2/3

Nel chiuso dell’URSS. Lo sguardo dentro di Sergei Vasiliev
a cura di Francesco Bigazzi

Sergei Vasiliev Sauna in un villaggio russo 1981 1° premio, Daily Life, World Press Photo

Sergei Vasiliev – Sauna in un villaggio russo – 1981 1° premio, Daily Life, World Press Photo

 

Sergei Vasiliev, nato nel 1937 a Čeljabinsk, cittadina ai piedi degli Urali, è uno dei più famosi fotogiornalisti dell’era sovietica, con trent’anni di lavoro presso il quotidiano locale, e una lunga frequentazione delle prigioni in qualità di guardia carceraria. Dal 1948 ha affiancatoDanzig Baldaev nella catalogazione dei tatuaggi e nella decifrazione, quasi un geroglifico, del loro significato, spesso diretto contro le autorità. Ha guardato dentro, senza esitazione. Dentro una banja, la sauna russa, raccontando l’intimità gioiosa di un gruppo di donne. Dentro una piscina, seguendo l’emozione di un parto in acqua e i volteggi leggeri di ragazze sirene. E dentro un carcere, là dove i detenuti mostrano con orgoglio il corpo tatuato.

 

STORIE SOVIETICHE 3/3

Danila Tkachenko. Restricted Areas
a cura di Davide Monteleone

Danila Tkachenko Il più grande sottomarino diesel.  Russia, Regione di Samara 2013

Danila Tkachenko – Il più grande sottomarino diesel. Russia, Regione di Samara 2013

 

Per tre anni Danila Tkachenko (Mosca, 1989), giovanissimo e straordinario talento della fotografia russa, in linea con le istanze più internazionali e contemporanee, ha viaggiato il suo paese, dal Kazakistan alla Bulgaria, al Circolo Polare Artico, alla ricerca di quellerestricted areas, che dalla seconda guerra mondiale alla caduta dell’Urss, sono rimaste segrete, mute persino sulle carte geografiche. Un dato biografico avvia questo imponente lavoro di documentazione. La nonna di Danila vive a Čeljabinsk, a pochi chilometri da un’altra città, identica nel nome, ma chiusa ed invisibile fino al 1994: Čeljabinsk-40.

 

Per info GalleriadelCembalo.it

 

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